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martedì 17 novembre 2009

Non solo ricette per un mondo "in fame"

Non un soldo, solo un presuntuoso documento fatto di cinque piccoli punti per affrontare la fame di oltre un miliardo di esseri umani. E' stato un fallimento il vertice della FAO di Roma, solo una passerella per un manipolo di capi di stato, i meno importanti tra l'altro. Quelli che contano di più se ne stavano in Cina o da altre parti a farsi gli affari loro. Però è intervenuto il Papa che ha chiesto ai Paesi ricchi di lasciare che quelli poveri si scelgano il loro modello di economia senza chiedersi, però, se hanno la possibilità di farlo, visto i tanti rais che gravitano in determinati Stati con una bassissima soglia di povertà ma con una grande ricchezza di materie prime. Interessi altissimi in gioco che fanno della fame la più terribile arma di distruzione di massa. Basta pensare che ogni sette secondi muore nel mondo un bambino di malattia, fame e sete!
Si spendono centinaia di milioni per salvare le banche in crisi di liquidità mentre ne basterebbero molti di meno per far fronte all'emergenza alimentare.
Dovremo trovare noi tutti almeno la capacità d'indignarsi!

  

Una testimonianza

Quanto ci piace parlare di povertà, eh! Basta la foto di un bimbo malnutrito, due paroline ipocrite e fatto, coscienza pulita, tanto noi affidiamo i soldi nelle mani dei nostri governatori, che mandano avanti i grandi baracconi, come la signora FAO.
Mi trovo in Etiopia, in questo momento, lavoro come consulente internazionale, proprio per un progetto della FAO. La mia prima esperienza con questa organizzazione e per lavorarci ho solo dovuto mandare il mio CV, che probabilmente nessuno ha mai letto. Non un colloquio, né in Italia, né in Etiopia. Potevo essere chiunque e invece sono quella che sono. Lavoro tanto, nonostante sia meridionale, e mi guadagno i soldini di uno stipendio UN. Mi è stato chiesto di continuare per altri nove mesi, dal grande capo, che neanche mi conosce e non gliene può fregare di meno di sapere se sono brava, se sono capace. Questa è la mi esperienza, avrei molto altro da dire, ma coinvolgerei altre persone. Quello che penso? E' che questo progetto, come forse altri, serve per assicurare lo stipendio del capo e di tutti i morti di fame che gli girano intorno, che si arricchiscono con progetti nei paesi in via di sviluppo...nessuno si chiede come mai, in cinquanta anni circa di "lavoro" della FAO nel settore sviluppo alimentare, in particolare, anziché parlare di diminuzione della fame, in questi giorni a Roma si parla di un aumento? E' una dichiarazione del fallimento del lavoro della FAO e di tante altre organizzazioni o sbaglio?
E i giornali che fanno? Pensano a carpire se Berlusconi dice le barzellette, invece di denunciare al mondo che abbiamo un clown come capo di governo e Presidente di un congresso sulla povertà che lui non sa nemmeno che cosa sia.
Luisa

Immagine tratta dal Manifesto

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